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Epoca romana

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Romanizzazione nel Piacentino

Il processo di Romanizzazione della valle, ben diffuso e capillare, è testimoniato dall'abbondanza di siti individuati, circa un centinaio, durante il quale la popolazione locale non venne annientata, ma assimilata.

In tutta la Valle del Trebbia dovevano esserci residenze padronali di pregio, documentate da tubuli da riscaldamento, tessere di mosaico, lastre di marmo usate per rivestimenti e come elementi ornamentali. Fanno parte dei manufatti di pregio anche i recipienti in vetro, gli oggetti d'ornamento e quelli d'abbigliamento in bronzo.

Le ceramiche fini da mensa decorate con motivi zoomorfi e antropomorfi erano prodotte a livello “industriale”, con forme standardizzate, ed erano commerciate su larga scala.

La ceramica comune, come stoviglie per la cucina, olle, anforette, bottiglie e brocche erano invece prodotte da officine locali, diffuse sul territorio.

Dalla cima del Monte Pillerone (596 m slm) proviene uno specchio in argento la cui presenza è forse da ricondursi alla celebrazione di culti.